IiBN: «Un buon numero dei musicisti ritratti sono, ahimé, scomparsi. Come appassionato di musica jazz, come ti senti rispetto ad un mondo musicale che, giustamente, evolve e subisce ogni genere di contaminazioni ma la cui tradizione più genuina è destinata a scomparire significativamente nel giro di pochi anni?»
CR: «Bisognerebbe capire cosa si intende per tradizione genuina. Per me sono genuini il quartetto di John Coltrane, l’orchestra di Ellington, il quintetto di Miles Davis ma anche i Weather Report, Frank Zappa, la Vienna Art Orchestra, gli Screaming Headless Torsos, che tra l’altro hanno inciso una stupenda versione di Blue in Green: senza i primi gli altri forse non sarebbero mai nati.»
«Sembra banale dirlo, ma la buona musica rimane e il resto si dimentica, e tra la buona c’è quella che ti piace e quella che ti lascia indifferente. Nel jazz non c’è posto per gli improvvisati o per le bolle commerciali, come può avvenire in altri ambiti musicali.»
«Jazzisti musicalmente geniali ce ne sono sempre stati, penso a Scott La Faro, a Clifford Brown, a Charlie Parker, e in un altro ambito sempre legato al jazz, a Jaco Pastorius, tutti scomparsi purtroppo giovanissimi. Ma accanto a questi ci sono anche personaggi come Art Blakey, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Herbie Hancock e molti altri, che hanno avuto e continuano ad avere una vita musicale molto lunga, senza grandi scadimenti creativi e qualitativi e che sono stati una palestra per giovani jazzisti divenuti poi famosi.»
«Io credo che ci sarà sempre qualcuno che vorrà suonare i brani di jazz degli anni venti ad alto livello senza per questo sentirsi da meno di altri che fanno sperimentazione. È un pò quello che avviene in ambito fotografico: esiste il digitale ma c’è chi scatta con delle macchine a foro stenopeico; non puoi elogiare i primi e deridere i secondi, sono mezzi e risultati espressivi diversi.»
«Rispetto ai musicisti che ho fotografato, penso di avere risposto in parte nella domanda precedente. Potrei solo aggiungere che proprio perché amo questa musica ho avuto la fortuna di condividere insieme a molte altre persone dei concerti indimenticabili e che in più ho umilmente scattato delle fotografie.»